:: DEBUTTO ::
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Venerdì mi alzo con la testa già attivata.
Capita di rado, ultimamente, di svegliarmi e sentire che il mio cervello è già pronto per ragionare.
Di solito mi richiede un'oretta effettiva di tempo, poi inizia a macinare pensieri.
Venerdì mi alzo già attivo.
La sera prima con Teo.S abbiamo lavorato per allestire le ultime cose relative alla scenografia per il debutto, dopo aver fatto simpatici acquisti in un cinese gigante.
Svegliarsi, lavarsi, bere caffè.
Stampare le ultime cose, consistenti in scaletta e testo di Gino e l'alfetta, che non riesco ancora a mandare totalmente a mente, specie la parte "parlata", per capirci. Beh, anche Silvestri è geniale. Così come gli altri due autori delle cover in programma.
Masterizzare il back-up del concerto (che non si sa mai cosa può succedere alla mia amata macchina con la quale mi esibisco), imballare lettore CD professionale a due uscite (necessarie per il click in cuffia) con i rispettivi cavi e il sacro CD-salvagente.
E poi si parte.
Alle 14.45 sono a prendere il Th, alle 15.15 siamo a Pergine per recuperare Anderle e il suo amplificatore (che utilizzeremo per il live, svezzandolo per primi su un palco - è nuovo nuovo), andiamo in saletta.
Iniziamo a smontare. Il maestro Tujio arriva con il suo proverbiale ritardo, ma puntuali alle 17.04 abbiamo i permessi per circolare in centro storico e arriviamo nel locale - già spossati dopo un'ora di smontare-caricare le auto-guidare nel traffico.
Entriamo.
Arriva anche Teo.S, beviamo un caffè per tirare su i nervi, iniziamo ad allestire la scenografia (semplice semplice, ma molto efficace, a mio avviso), montiamo tutti i nostri tasti e spippolatori e i computer e gli ampli e l'impianto e le (poche) luci.
Alle 19.00 chiudiamo il tutto, dopo aver settato i suoni.
E andiamo a mangiare lasciando ogni cosa incustodita nel locale, che ospita tra le altre cose una festa per qualcosa (laurea, compleanno...?).
Durante la pizza parliamo di tutt'altro, per staccare la testa e rilassarci un po'.
Io sono già totalmente spossato dall'allestimento, e quindi bevo due caffè e una vodka-redbull (anche se non dovrei, visti gli effetti dannosi avuti su di me in passato sul palco).
Poi inizia ad arrivare il pubblico, ma noi siamo appunto a bere caffè in un altro locale.
Alle 21.15 siamo di nuovo in zona, intratteniamo piacevoli conversazioni con gli avventori, beviamo qualcosa, ci prepariamo per iniziare.
Arriva anche Norman, punto di riferimento mio a Berlino, che ha visto in prima persona la nascita di G_NL, che mi chiamava la sera per dirmi che Anesteticasia era un pezzo ben riuscito, che ha girato il video di Solo Questo, che mi ha portato all'Icon e in mille altri locali ad ascoltare le proposte berlinesi.
Il Norman. E io sono anche emozionato, nel vederlo, tornato per caso dalla capitale tedesca e per coincidenza proprio il giorno del debutto mio.
Alle 21.35 entriamo.
Accendiamo i computer (o i mac, se a qualcuno da fastidio che io chiami computer il mio MBP... hihihi), alziamo il volume, aspettiamo che la titolare abbassi la musica della radio, iniziamo.
Malissimo.
I microfoni fischiano.
Stacco gli effetti alla voce intuendo che potrebbero essere il problema.
Non cambia nulla.
Mi deconcentro.
Anesteticasia viene che nemmeno il primo giorno di prove.
Un disastro.
Poi ci riprendiamo.
Lentamente.
Al terzo pezzo abbiamo raggiunto l'ok.
Ma rimango comunque un po' agitato.
Odio queste cose, i problemi tecnici di cui non si è colpevoli (durante il soundcheck tutto ok, poi il delirio) ma contro i quali non si può fare quasi nulla (l'acustica del locale è pessima, oltretutto, e a causa del soffitto a botte il segnale in uscita mi rientra nel microfono, dopo essere rimbalzato su tutte le pareti).
Ma continuiamo.
Il feedback da parte del pubblico è buono.
Applaudono.
E questo è già qualcosa.
E poi il locale è straripante, e lo rimane fino alla fine (normalmente, ricordo i locali svuotarsi durante le mie esibizioni con Sofia e LolaCorre... sigh...).
Facciamo una pausa, bevo qualcosa con Norman, parlo poco perchè sono confuso, ritorno sul palco.
La seconda parte del concerto è una bomba.
Invito il pubblico a ballare, a muoversi, e una fettina inizia a farlo.
Tiriamo come dei treni i brani che più sono veloci e carichi.
Vedo interesse davanti a me.
In penultima suoniamo
Il vaso di neve, per pianoforte, piano rhodes, basso e voce. Senza batteria.
E poi chiudiamo, con
P|A, un'invettiva per direttissima senza ricevuta di ritorno direttamente da Berlino.
Carica.
Carica.
Carica.
Poi è tutto finito, e mi sembra di aver suonato per mezz'oretta.
E a questo punto chiacchierare con tutti, parlare finalmente con Norman, salutare.
Poi iniziare a smontare, caricare le macchine, scaricare tutto in sala.
Andare a dormire distrutti, ma soddisfatti.
Non del tutto magari, ma per essere il debutto direi che è andata proprio bene.
E nella testa il ricordo di tutte le persone che sono venute, dei volti amici ma anche dei complimenti di sconosciuti, che sono sempre quelli che più colpiscono, perchè vuol dire che hai funzionato.
Grazie a tutti.
Vi aspetto il 19 febbraio al Ventuno.Uno.
E sarà tutta un'altra cosa.
ahahahahahah.
G_NL
09:38 | lunedì, 09 febbraio 2009 | ::
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